Area Fiscale e Tributaria

 

28/02/2018 – Obbligo di fatturazione elettronica tra partite IVA e verso consumatori finali

Dal 2019 i titolari di Patita Iva dovranno emettere esclusivamente fatture elettroniche sia nei rapporti commerciali con altre imprese sia nei confronti dei consumatori finali.

Le imprese dovranno affrontare il problema dell’emissione delle fatture elettroniche ma dovranno anche organizzarsi per ricevere le fatture elettroniche di acquisto perché le fatture cartacee non avranno nessun valore fiscale. Saranno esonerati dall’obbligo di emissione le imprese e i lavoratori autonomi che si trovano nel regime forfetario.

La CNA è pronta, sia per emettere le fatture elettroniche per conto degli associati, sia per offrire prodotti software per rendere autonome le imprese in questo nuovo obbligo normativo.

Riteniamo che per ogni impresa debba essere trovata la soluzione migliore, sia in termini di tempo che di spesa, per questo è importante avere a disposizione diversi strumenti tra cui poter scegliere.

 Attenzione: il primo appuntamento con la fatturazione elettronica obbligatoria è fissato per il 1° luglio 2018 per la vendita di carburanti da distributori.

I titolari di partita IVA che acquistano carburante per motori presso impianti stradali di distribuzione dovranno documentare la spesa obbligatoriamente tramite fattura elettronica e non sarà più possibile utilizzare la scheda carburante. Restano fuori dalle nuove regole gli acquisti di carburanti effettuati da consumatori privati.

 Riteniamo utile ricordare che dal 1° luglio 2018 cambieranno anche le regole ai fini della detraibilità dell’IVA e della deducibilità del costo poiché per usufruirne si richiede che l’acquisto di carburante sia comprovato oltre che da fattura elettronica anche da mezzi di pagamento elettronici: carte di debito, di credito o prepagate.

 

 

28/02/2018 – Chiarimenti dell’ABI sugli assegni bancari

Con un comunicato stampa del 3 febbraio, l’ABI interviene per sensibilizzare consumatori e imprenditori su un utilizzo corretto e sicuro del contante, degli assegni e dei libretti al portatore, nonché per ricordare le principali regole contenuti nel D.Lgs. n. 231/2007, che disciplina la normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi derivanti da attività criminose e di finanziamento del terrorismo, aggiornata con il D.Lgs. n. 90/2017.

Nel suo decalogo l’ABI evidenzia che gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1000 euro devono riportare, oltre a data e luogo di emissione, importo e firma, l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Le banche, peraltro, consegnano automaticamente alla clientela assegni recanti la dicitura di non trasferibilità prestampata.