Le imprese segnalano crescenti difficoltà nel reperire lavoratori. Necessario aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili e recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato.
L’accesso alla casa sta diventando un’emergenza per il sistema produttivo della provincia di Lucca.
Secondo l’analisi di Cna, basata sull’andamento nazionale dei canoni di locazione tra il 2019 e il 2025, i costi degli affitti sono cresciuti in misura nettamente superiore rispetto ai redditi da lavoro.
Questa dinamica colpisce duramente il territorio lucchese, dove la forte vocazione turistica e la presenza di poli produttivi limitano drasticamente la disponibilità di alloggi per la residenza stabile.
Le conseguenze si riflettono direttamente sulla capacità delle imprese di operare: settori chiave come la nautica, la manifattura, l’artigianato e il turismo faticano a trovare tecnici e professionisti disposti a trasferirsi a causa dei costi proibitivi dell’abitare.
In merito a questa situazione, la presidente di Cna Lucca, Sabrina Mattei, sottolinea come la questione abbia ormai superato i confini del disagio sociale.
“Il tema della casa non rappresenta più soltanto una questione sociale – spiega Mattei – È diventato un fattore che incide sulla competitività delle imprese e sulla capacità del territorio di attrarre competenze, professionalità e nuove energie. Se una quota sempre più rilevante del reddito viene assorbita dall’affitto, diventa più difficile per giovani e lavoratori scegliere di vivere e costruire qui il proprio futuro”.
Per Cna la soluzione richiede una visione di lungo periodo che metta al centro il recupero delle migliaia di abitazioni attualmente inutilizzate in provincia.
“Accanto alla necessità di rafforzare le politiche abitative – prosegue Mattei – occorre intervenire sul patrimonio esistente. Nella nostra provincia sono presenti migliaia di abitazioni oggi non utilizzate o sottoutilizzate che potrebbero contribuire ad aumentare l’offerta di alloggi destinati alla residenza stabile. È necessario individuare strumenti che favoriscano il recupero e la rimessa sul mercato di questi immobili, garantendo ai proprietari adeguate tutele e rendendo sostenibili gli interventi di riqualificazione”.
Cna Lucca propone quindi l’avvio di un confronto permanente che coinvolga istituzioni, sindacati e proprietari per bilanciare le esigenze del turismo con quelle della crescita economica e della qualità della vita.
“Non possiamo permetterci – conclude Mattei – che da una parte le imprese fatichino a trovare lavoratori e dall’altra una parte significativa del patrimonio abitativo rimanga inutilizzata. Per questo proponiamo la costruzione di un vero e proprio Patto territoriale per l’abitare, finalizzato ad aumentare l’offerta di alloggi per lavoratori, giovani e famiglie, favorire il recupero degli immobili sfitti e sostenere un equilibrio tra sviluppo turistico, qualità della vita e crescita economica. La casa non è soltanto una risposta a un bisogno individuale: è una delle condizioni essenziali per garantire sviluppo, occupazione e coesione sociale. Per questo il tema dell’abitare deve diventare una priorità nelle politiche di sviluppo della nostra provincia”.

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