Lo scontro tra i cosiddetti “ambientalisti” e gli imprenditori ed i lavoratori delle cave (ma anche dell’indotto) è la conseguenza diretta di una scelta ideologica che definire sconsiderata è il minimo. Non si parla, da parte di “Apuane libere” delle offese intollerabili diffuse sui social in nome del “chiudiamo le cave”. Loro hanno – ovviamente – ragione, tutti gli altri inevitabilmente hanno torto. Chi vive con il marmo è un distruttore della natura, un attentatore alla bellezza di luoghi incontaminati, un rapace profittatore, insomma un ladro, senza tanti giri di parole. Questo non è vero, ovviamente.


