“Preoccupa il calo delle assunzioni e la persistente difficoltà di reperimento. Il mismatch resta il nodo da sciogliere”
I dati emersi dall’ultima indagine Excelsior della Camera di Commercio di Lucca per il primo trimestre del 2026 delineano un quadro di rallentamento per il mercato del lavoro lucchese, con una previsione di 9.870 assunzioni, segnando un calo di 640 unità rispetto allo stesso periodo del 2025 (-6%).
Su questi dati interviene Sabrina Mattei, presidente di Cna Lucca, analizzando le criticità e le prospettive per le piccole e medie imprese del territorio:
“I numeri che leggiamo per l’inizio del 2026 fotografano un mercato del lavoro a Lucca che sta chiaramente tirando il freno a mano rispetto al dinamismo dell’anno scorso. Nonostante una base produttiva che continua a programmare nuovi ingressi — con circa un’impresa su quattro pronta ad assumere — ci troviamo di fronte a un calo netto delle assunzioni totali. Quello che però ci preoccupa maggiormente come CNA non è solo il dato numerico, ma la persistente difficoltà di incontro tra domanda e offerta. Sebbene la quota di difficoltà di reperimento sia scesa al 48% rispetto al 55% di un anno fa, resta un valore altissimo che frena la competitività delle nostre aziende.
Le imprese segnalano ancora una preoccupante mancanza di candidati (29%) e, in molti casi, un’inadeguatezza delle competenze (15%). A livello nazionale soltanto l’11% delle imprese riesce a trovare i profili idonei, mentre un 33% non trova alcun candidato. Nei prossimi cinque anni il sistema delle piccole imprese avrà bisogno di 750mila lavoratori e per Cna occorre una mobilitazione generale per offrire soluzioni efficaci. Il mercato sta diventando sempre più selettivo: l’esperienza è ormai un fattore decisivo in quasi la metà dei casi (48%), penalizzando spesso i profili più giovani. Come Cna ribadiamo che per superare questa fase di complessità è indispensabile puntare con forza sulla formazione e sull’orientamento, allineando le competenze alle reali necessità di un mercato in continua evoluzione, specialmente per quanto riguarda le figure tecniche e di manutenzione che restano tra le più ricercate”.
“Al di là dei dati statistici — continua Sabrina Mattei — avvertiamo l’urgenza di un cambio culturale profondo sulla figura dell’artigiano. Non è più possibile considerare il lavoro artigianale come una scelta di secondo piano. Per questo motivo la Cna si sta impegnando a tutti i livelli per trasformare l’approccio verso questo mestiere, promuovendo il valore, l’innovazione e la dignità del lavoro manuale e tecnico. Dobbiamo cambiare la percezione sociale dell’artigianato per renderlo nuovamente attrattivo per le nuove generazioni. Cna è in prima linea nella costruzione di percorsi ad hoc con scuole e attori del territorio, per ampliare le opportunità offerte ai giovani, supportare le imprese e ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro”.

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