<strong>Tutela del termine “artigianato”</strong>

Tutela del termine “artigianato”

Una conquista di verità e valore per le imprese

Sono in vigore dal 7 aprile le nuove disposizioni normative che regolano l’utilizzo del termine “artigianato” e dei suoi derivati e che introducono finalmente una tutela chiara contro usi impropri e ingannevoli.

Cna Lucca accoglie con favore questo intervento legislativo, considerandolo un passo importante nella direzione del riconoscimento pieno del ruolo economico e culturale dell’artigianato italiano.

Un cambiamento atteso e necessario, che porta con sé una buona notizia per tutti: quando leggeremo “artigianale”, potremo finalmente fidarci. Dietro quel termine dovrà esserci davvero un artigiano, con le sue competenze, il suo lavoro e – perché no – anche un po’ di orgoglio.

La norma punta a ristabilire un principio semplice ma fondamentale: l’artigianato non è uno slogan, è un mestiere. Una misura significativa per la garanzia della qualità e la tutela dell’identità artigiana, a presidio della scelta consapevole e informata dei consumatori, spesso vittime sacrificali della concorrenza sleale praticata da imprese non artigiane.

Grazie anche all’impegno della Cna, che ha spinto per una regolamentazione chiara e incisiva. E incisive lo sono davvero anche le sanzioni: chi utilizzerà impropriamente il termine rischia l’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro. Insomma, non conviene più improvvisarsi “artigiani” per marketing.

“Si tratta di un passaggio storico – dichiara Sabrina Mattei, presidente di Cna Lucca – perché si afferma per legge un principio fondamentale: la parola ‘artigianale’ non può essere utilizzata liberamente, ma deve corrispondere a requisiti reali, verificabili e coerenti con la natura dell’impresa”.

La normativa, che interviene a tutela delle imprese artigiane e dei consumatori, pone un argine concreto a fenomeni diffusi di contraffazione semantica, in cui prodotti industriali o standardizzati vengono presentati come artigianali, generando confusione e concorrenza sleale.

“È una tutela per chi lavora con competenza e autenticità – prosegue Mattei – ma anche per i cittadini, che devono poter riconoscere ciò che è davvero artigianato. Non è solo una parola: è un sistema di valori fatto di qualità, identità territoriale, manualità e innovazione. Difendere il significato di ‘artigianato’ significa difendere il lavoro vero, la credibilità delle imprese e il futuro del nostro Made in Italy”.

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