A seguito dell’assemblea che ha riconfermato Andrea Giannecchini alla presidenza della Cna di Lucca, nei giorni scorsi l’associazione ha svolto la prima direzione provinciale del nuovo mandato dove si è eletta la nuova presidenza di Cna. La proposta, votata all’unanimità, è stata indirizzata su artigiani e imprenditori di esperienza associativa e professionale, tenendo conto dell’aspetto territoriale e di rappresentanza dei mestieri.
E’ Anna Maria Frigo la nuova presidente di Impresa Donna della Cna di Lucca. Per i prossimi quattro anni l’imprenditrice lucchese guiderà il settore dell’associazione nato appositamente per promuovere la nascita e sostenere lo sviluppo di imprenditorialità femminile, per aiutare le imprenditrici ad avviare e gestire le proprie attività. Per la Frigo si tratta di un impegno in continuità con la propria professione e l’interesse già portato avanti in campo associativo negli ultimi anni.
Secondo appuntamento per la mostra mercato artigianale nelle piazze del centro storico. Dopo l’inizio della nuova stagione in Piazza San Frediano, questa settimana i banchi saranno allestiti in piazza Anfiteatro. Qui si troveranno i gazebo con prodotti di pelletteria, legatoria, oggettistica in legno di olivo, foulard e tessuti, bigiotteria, cappellifici, sartoria per donna e fotografia. A questo appuntamento, fissato per il 20 e 21 luglio, la Cna di Lucca si presenta con il logo Creart nato per dare riconoscibilità alle iniziative nelle piazze del centro storico da parte delle imprese artigiane.
La Cna commercio su aree pubbliche ritiene necessario intervenire urgentemente sul mercato settimanale dell’area Don Baroni. “La crisi commerciale degli ultimi anni – dice Valentina Cesaretti, portavoce del settore – aggravata sicuramente dalla pandemia, sta piano piano distruggendo completamente un’area mercatale mai decollata ed ha purtroppo dato il colpo di grazia a molte attività. Anche l’assegnazione alla spunta dei diversi posteggi ad oggi vacanti, sul breve e sul lungo periodo, dovuta per legge, comporta la presenza di operatori che non fanno della qualità merceologica il loro punto di forza”. La Cna teme che si sia interrotto il dialogo tra gli operatori e l’amministrazione.
L’assemblea elettiva della Cna si tiene venerdi 16 luglio nelle sale della Camera di Commercio di Lucca e sarà l’opportunità per rinnovare la direzione e per confrontarsi sui grandi temi che riguardano la piccola e media impresa. E’ un appuntamento che si tiene ogni quattro anni da parte dell’associazione e potrà svolgersi, grazie alla nuova regolamentazione per il Covid19, sia in presenza, sia tramite la piattaforma Zoom. A partire dalle 17.30 l’incontro sarà riservato ai delegati mentre, dalle 18.30, si aprirà una tavola rotonda sul tema su cui si svilupperà il futuro economico del Paese ma anche del nostro territorio.
Nell’ambito della collaborazione fra Mita e Cna, ci fa piacere promuovere l’ultima collezione di Manù Perè che sarà presentata a Villa Badiola a San Pancrazio il 9 luglio 2021.
“Memorie” di Manusha Perera in arte Manù Perè, è una riflessione poetica sul senso di spaesamento che la pandemia ha generato soprattutto fra i giovani. “Quest’idea, per la mia nuova collezione di abiti – conferma il giovane stilista e creativo – nasce semplicemente dal voler ricominciare a creare i nostri momenti di vita”.
Sono diverse le infrastrutture che la Cna ritiene indispensabili realizzare in provincia per rendere competitivo il nostro territorio, agevolando la mobilità delle merci e delle persone. Per quanto riguarda Lucca si tratta degli assi viari e del ponte sul Serchio, mentre a Viareggio viene indicato come urgente l’asse di penetrazione. Nel territorio di Seravezza fra le necessità è segnato il cavalcavia di Querceta, così come si auspica il superamento del passaggio a livello a Altopascio e la sistemazione della via d’Arni. Sono tutte esigenze emerse durante l’ultima assemblea della Fita Cna, la categoria che rappresenta il settore dell’autotrasporto. Riunione in cui sono stati anche rinnovati i vertici con la elezione di Alessandro Albani (di Pietrasanta) come presidente e di Giuseppe Cinquini (Lucca) come suo vice.
Lo scontro tra i cosiddetti “ambientalisti” e gli imprenditori ed i lavoratori delle cave (ma anche dell’indotto) è la conseguenza diretta di una scelta ideologica che definire sconsiderata è il minimo. Non si parla, da parte di “Apuane libere” delle offese intollerabili diffuse sui social in nome del “chiudiamo le cave”. Loro hanno – ovviamente – ragione, tutti gli altri inevitabilmente hanno torto. Chi vive con il marmo è un distruttore della natura, un attentatore alla bellezza di luoghi incontaminati, un rapace profittatore, insomma un ladro, senza tanti giri di parole. Questo non è vero, ovviamente.