Sono state introdotte restrizioni alle attività che possono operare in queste settimane di blocco. Si tratta dei codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10.
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Sono state introdotte restrizioni alle attività che possono operare in queste settimane di blocco. Si tratta dei codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10.
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È quanto ha stabilito la circolare del comitato nazionale 23 marzo 2020, n. 4.
Vedi la comunicazione presente sul sito dell’albo
Le imprese di lavanderia e pulitura di articoli tessili, lavanderie industriali e tintorie possono continuare la loro attività dopo il 25 marzo, rispettando le normative sulla sicurezza (sulla base del DPCM del 11 marzo non sono soggette al DPCM del 22 marzo). Si mettono a seguire l’autocertificazione per gli spostamenti e i cartelli da esporre. Per ulteriori informazioni: 0583 4301103 tesi@cnalucca.it.
Per dare alle imprese un servizio sempre più chiaro, la Cna nazionale ha inviato alla Segretria Tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico una serie di richieste per cui ha ottenuto i seguenti chiarimenti:
L’agevolazione spetta al conduttore ed è riservata ai soggetti esercenti attività d’impresa. Istituito il codice tributo. L’art. 65, c.1, D.L. 17/3/2020, n.18 (cura Italia), riconosce per l’anno 2020 ai soggetti esercenti attività di impresa un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, per immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Mettiamo a seguire il DPCM 22 marzo 2020 nel quale il Consiglio dei Ministri ha deciso la sospensione delle attività produttive, escluse le attività considerate essenziali.
Il decreto entra in vigore il 23 marzo, le sospensioni sono previste fino al 3 aprile, ed è consentito, oltre a lavoro a distanza, anche la possibilità di completare “le attività necessarie alla sospensione, entro il 25 marzo”, articolo 1 punto 4. Per verificare la possibilità di proseguire l’attività è necessario controllare il codice ATECO presente nel DPCM, con il proprio codice ATECO rilevabile da una visura.
L’associazione chiede provvedimenti urgenti per assicurare certezze normative alle imprese sulla spiaggia.
«A causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus, la perdita per il settore turistico marittimo ammonterebbe a ben 18,4 miliardi di euro totali, di cui 8 miliardi dal mancato introito da parte dei turisti stranieri e 10,4 miliardi da quello attribuibile ai turisti italiani». Lo affermano le stime di Cna Balneari, che ha elaborato un documento su “Gli effetti dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sulla filiera del turismo nelle destinazioni marittime e sul turismo balneare”. «L’emergenza sanitaria coinvolge in primis la salute delle persone, verso la cui tutela è fondamentale indirizzare tutti gli sforzi necessari – precisa Cna Balneari – ma sta anche producendo effetti drammatici per l’intera economia nazionale e nella fattispecie per la filiera del turismo. Tale emergenza coinvolge, oramai, anche il settore del turismo marittimo e conseguentemente il sistema balneare italiano. Quest’ultimo, infatti, necessita di una risposta in ordine alla continuità e alla stabilità aziendale con l’inserimento, nei provvedimenti messi di recente in atto, di un’indicazione normativa che punti all’omogenea attuazione, su tutto il territorio nazionale, dell’estensione a 15 anni per le imprese di settore, così come stabilito dalla legge di bilancio 2019».
A seguito della pubblicazione del decreto legge Cura Italia che, fra le altre cose, stanzia oltre tre miliardi di euro per finanziare la cassa integrazione in deroga, la Regione Toscana ha aggiunto 60 milioni derivanti da proprie risorse con un accordo con le parti sociali. Il presidente della Cna di Lucca, Andrea Giannecchini, sottolinea l’importanza di questa decisione che tutela tutte le imprese, altrimenti prive di strumenti ordinari di sostegno al reddito, e confida che saranno adottate procedure snelle, come già condiviso con la Regione, per non gravare sulle imprese in questo momento di così grave emergenza. Le domande potranno essere presentate solo quando sarà emanato il decreto di ripartizione delle risorse e sarà disponibile la procedura operativa della Regione Toscana. Nel frattempo gli imprenditori che hanno necessità di informazioni sulle procedure di cassa integrazione in deroga possono rivolgersi agli uffici della Cna di Lucca e di Viareggio (info@cnalucca.it – tel. 0583/4301103).
NELLA PAGINA COVID 19 LA SINTESI DEL DECRETO E IL CARTELLO DELLA CNA.
Il decreto CuraItalia, contenente le misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia, per quanto al momento conosciuto, a giudizio della CNA, è solo un primo passo. Le risorse messe in campo, 25 miliardi, seppure importanti, non saranno sufficienti a proteggere lavoro autonomo e piccole imprese con interventi adeguati alla drammatica gravità della situazione. Gli interventi a favore delle imprese, che spaziano dalla sospensione dei versamenti, al sostegno al credito, agli ammortizzatori sociali vanno indirizzati con maggiore incisività a favore del lavoro autonomo, delle attività di minore dimensione e delle filiere (turismo, trasporti, ristorazione, cinema e cultura) che più di altre stanno già subendo i colpi di questo blocco totale delle attività e degli incassi.